21 giugno 2021

La corsa ad una mobilità “green”: sfide e opportunità per i sistemi di relazioni industriali

Sara Prosdocimi


ADAPT - Scuola di alta formazione sulle relazioni industriali e di lavoro
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Bollettino ADAPT 21 giugno 2021, n. 24

 

Al centro del dibattito pubblico e istituzionale sulla transizione ecologica (cui l’Europa cerca di dare risposte con il “Green Deal”, ambizioso programma che si propone di rendere l’Europa ad “impatto zero” entro il 2050) si collocano le c.d. key green transitions (transizioni nei settori chiave quali energia, trasporti, città, sistemi alimentari).

 

La corsa ad un trasporto di merci e persone pulito, in particolare, si rivela strategica (comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale ed al Comitato delle Regioni Sustainable and Smart Mobility Strategy – putting European transport on track for the future del 9 dicembre 2020) e la scommessa dell’elettrico sembra non essere di per sé sufficiente. Nel settore automobilistico, ad esempio, i veicoli alimentati ad energia possono coprire brevi distanze, e occorrono ulteriori investimenti in tecnologia e infrastrutture di sostegno. Tra queste occupa una posizione centrale la nuova tecnologia di alimentazione ad idrogeno.

 

L’idrogeno verde in particolare, prodotto tramite elettrolisi dell’acqua, ha il vantaggio di poter supportare un ampio raggio di settori produttivi (IRENA, Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, How to scale-up green hydrogen – Policies and cost reduction strategies to reach net-zero emissions) per le sue caratteristiche di versatilità e flessibilità (può essere utilizzato come materia prima a basso impatto ambientale, vettore energetico e, ancora, accumulatore energetico) e può rivelarsi strategico in particolare nel settore del trasporto pesante di merci (nello specifico camion a lungo raggio) e persone (reti ferroviarie, linee di trasporto pubblico) (cfr. studi UILTEC, Strategia nazionale idrogeno – Linee guida preliminari: considerazioni per consultazione; MISE, PNIEC, 2019, in particolare l’approfondimento L’idrogeno verde un “nuovo” alleato per la decarbonizzazione).

 

Lo sviluppo delle tecnologie connesse all’idrogeno è ampiamente supportato dalle istituzioni comunitarie (cfr. Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale ed al Comitato delle Regioni A hydrogen strategy for a climate-neutral Europe dell’8 luglio 2020) ma la transizione del settore della mobilità pesante verso una maggiore sostenibilità ambientale deve essere supportata da “pratiche radicali”, non solamente in ambito ricerca e sviluppo, ma anche in campo di infrastrutture e rete complementare di sostegno (economico e legislativo) e, non da ultimo, nei sistemi di relazioni industriali.

 

La transizione energetica e la decarbonizzazione in generale richiedono la modifica di processi industriali, a partire dalla modernizzazione dei processi di ricerca, sviluppo e produzione, sino alla correzione delle pratiche e degli iter burocratici autorizzativi e di coordinamento dei settori coinvolti. La riconversione energetica è inoltre, sin dalle sue prime fasi di sviluppo, fortemente interconnessa alla riqualificazione professionale in ordine alle nuove skills richieste dalla modifica del mercato e dunque ad un aumento delle competenze di settore, dall’area della ricerca e sviluppo, alla fabbricazione vera e propria, sino alla fase di commercializzazione della nuova merce. È necessario prevedere delle campagne informative chiare che coinvolgano l’intero sistema di relazioni industriali, per consegnare a tutti i soggetti coinvolti un quadro oggettivo delle nuove tecnologie utilizzate e dei risvolti in ambito lavorativo ed ambientale delle stesse, e smentire l’errata percezione di pericolosità o negatività del cambiamento, nonché favorire il coinvolgimento di tutti gli stakeholders per la definizione delle priorità.

 

In quest’ottica diventa strategico il dialogo sociale: se da un lato è comprensibile come le imprese debbano far fronte ad obiettivi di efficienza e competitività, perseguendo contemporaneamente le finalità di sostenibilità ambientale, d’altro canto è necessario che a tali obiettivi corrisponda una tutela del lavoratore, che deve essere anch’esso accompagnato nella transizione in atto.

 

È quindi quanto mai fondamentale provvedere, in primo luogo, ad un adeguamento dell’offerta formativa per i lavoratori del settore, in modo tale da poterne garantire l’occupabilità nonché lo sviluppo di professionalità altamente qualificate e quanto più trasversali. Senza dubbio un ruolo centrale in questo senso dovrà essere rivestito dall’attore pubblico, attraverso discipline e sistemi incentivanti, ma la definizione di percorsi di formazione e informazione sulle nuove tecnologie ad idrogeno deve diventare un ambito di primario interesse ed azione delle parti sociali.

 

Solamente infatti un approccio olistico che vede la partecipazione di tutti gli stakeholders coinvolti nel settore e portatori, dunque, delle diverse esigenze di efficienza, competitività, tutela ambientale e sociale, in dialogo fra loro,  eviterà i rischi connessi anche all’emergere di disuguaglianze, con la concentrazione degli investimenti solo in alcuni settori o in alcune aree geografiche: la transizione energetica e la ripresa economica e occupazionale, proprio per definizione degli obiettivi della Commissione, deve essere il più possibile omogenea e comprensiva delle esigenze ambientali e sociali dei diversi attori e territori.

 

In quest’ottica sono importanti anche quelle iniziative di informazione volte ad anticipare le politiche, la tecnologia, i nuovi meccanismi e sistemi produttivi, e in generale tutte le strategie idonee a stimolare un maggiore dialogo fra i diversi stakeholders coinvolti, a tutti i livelli decisionali.

 

Sara Prosdocimi

ADAPT Junior Fellow

@ProsdocimiSara

 




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