15 marzo 2021

Per una storia della contrattazione collettiva in Italia/16 – Il Protocollo d’intesa per le politiche attive della Regione Lazio/1. Sintesi dei contenuti

Giorgio Impellizzieri, Silvia Rigano, Andrea Zoppo


La presente analisi si inserisce nei lavori della Scuola di alta formazione di ADAPT per la elaborazione del Rapporto
sulla contrattazione collettiva in Italia. Per informazioni sul rapporto - e anche per l'invio di casistiche e accordi da
commentare - potete contattare il coordinatore scientifico del rapporto al seguente indirizzo: tiraboschi@unimore.it

Bollettino ADAPT 15 marzo 2021, n. 10

 

Lo scorso 4 marzo è stato sottoscritto tra Regione Lazio e Parti Sociali il Protocollo d’intesa per le politiche attive del lavoro. Tra i firmatari risultano molte delle rappresentanze di impresa e dei lavoratori: Cgil Lazio, Cisl Lazio, Uil Lazio, Ugl Lazio, Unindustria, Unione degli industriali e delle Imprese del Lazio, Federlazio, Legacoop, Confcooperative Lazio, Agci, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani, Cna, Coldiretti, Confprofessioni, Confetra, Federalberghi, Cisal, Confapi, Cdo Roma E Lazio e Abi Lazio. Attraverso la successiva Deliberazione n.120 del 4 marzo 2021, il Protocollo è stato approvato dalla Giunta e dagli Assessori della Regione.

 

Contesto entro cui si inserisce il Protocollo

 

La Regione Lazio, sotto la spinta dell’attuale Assessorato al lavoro e alla formazione, ha da tempo avviato un processo di interlocuzione e dialogo con tutte le Parti Sociali.

Un primo confronto ha riguardato il tema della prevenzione e del contrasto agli infortuni sul lavoro. In seguito allo stanziamento di fondi regionali e ad un ampio processo di concertazione, si è giunti alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa per la programmazione, la promozione e l’attuazione dei relativi interventi in materia. Il lavoro di confronto continua tutt’oggi attraverso incontri di aggiornamento periodici che si svolgono in seno al gruppo di coordinamento istituito dal Protocollo.

 

La stessa modalità di confronto e di partecipazione è stata attuata dall’Assessorato al lavoro e formazione nella sottoscrizione del Protocollo d’intesa per le politiche attive del lavoro (sul punto si rinvia a G. Impellizzieri, S. Rigano, A. Zoppo, Il Protocollo d’intesa per le politiche attive della Regione Lazio/2 . Spunti di riflessione per una nuova governance delle politiche attive, in Bollettino ADAPT n. 10/2021). A seguito di ingenti fondi stanziati dalla Regione, provenienti da differenti forme di finanziamento (POR FSE 2014-2020 ancora in corso di esecuzione, POR FSE+ 2021-2027 e Nuova Garanzia Giovani), l’assessorato ha deciso di avviare una pratica di concertazione territoriale con le Parti Sociali, addivenendo alla stipula del Protocollo d’intesa, confluito successivamente in una deliberazione regionale.

L’obiettivo che le Parti si pongono è volto a contrastare gli effetti della crisi pandemica attraverso l’attuazione di misure di formazione, accompagnamento e reinserimento al lavoro delle categorie più fragili.

 

Contenuti ed oggetto del Protocollo 

 

L’Accordo si apre con una serie di premesse di carattere politico che illustrano lo scenario di crisi pandemica entro cui si collocano le misure adottate, nonché le relative conseguenze sul mercato del lavoro, sull’occupazione, sui giovani e sulle aziende.

La Regione Lazio è stata duramente colpita dalla pandemia e l’attività economica del primo semestre 2020 ha registrato un calo di oltre 10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: oltre un milione di lavoratori dipendenti ha sospeso o ridotto la propria attività lavorativa con conseguente diminuzione del reddito. A questi si aggiungono oltre 500.000 lavoratori autonomi che hanno usufruito delle diverse indennità previste dalle misure emergenziali.

 

Gli effetti della pandemia si dispiegano su tutti i comparti e hanno interessato, in particolare, i settori turistico, ricettivo, culturale, dello spettacolo e del commercio; le categorie più penalizzate sono i giovani e le donne. Le Parti firmatarie dell’Accordo ritengono, quindi, che sia necessario garantire alle persone e alle imprese «strumenti adeguati a rispondere in modo efficace ai cambiamenti che il mercato del lavoro ha subito non solo a causa della pandemia» – come l’economia circolare, la transizione energetica e la digitalizzazione – predisponendo «un sistema di servizi per il lavoro moderni e di qualità» rinforzando il collegamento tra politiche attive e passive del lavoro in modo da migliorare «la tutela nel mercato del lavoro durante la transizione da un lavoro a un altro.

 

L’Intesa si inserisce nell’ambito di un piano territoriale straordinario costituito da un ammodernamento strutturale e infrastrutturale di Spazio Lavoro, Agenzia regionale con specifiche funzioni in materia, e dall’istituzione di un Osservatorio del mercato del lavoro, finalizzato a rilevare l’andamento e le previsioni dei principali indicatori.

 

La Regione intende programmare e attuare un pacchetto di misure che dovranno garantire un miglioramento delle condizioni della popolazione del Lazio. All’articolo 2 vengono, pertanto, individuate cinque macrocategorie di destinatari: giovani, donne, persone disabili, disoccupati adulti e percettori di ammortizzatori sociali (art.2).

 

Il successivo art. 3, rubricato «Azioni», individua gli interventi attraverso cui realizzare gli scopi del Protocollo. Vengono elencate una serie di misure eterogenee e diversificate: potenziamento dei sistemi di istruzione e formazione tecnico superiore; interventi di valorizzazione e piena attuazione dell’istituto dell’apprendistato; patti fra generazioni per promuovere i principi di solidarietà e cooperazione; rafforzamento di istituti già esistenti quali Garanzia Giovani, Torno Subito o incentivi per il rientro dall’estero dei talenti; sostegno all’autoimpiego o all’autoimprenditorialità; valorizzazione dei mestieri artigianali mediante le botteghe scuola previste dal piano di interventi della legge regionale 3/2015. Tra le azioni è altresì previsto un intervento regionale in raccordo con il Fondo Nuove Competenze, a partire dal finanziamento dei progetti formativi finalizzati allo sviluppo delle competenze e alla valorizzazione e attestazione di quelle acquisite dalla lavoratrice e dal lavoratore.

 

Al fine di attuare le azioni previste dall’art. 3, la Regione Lazio si avvale di alcune strutture quali il sopramenzionato Spazio Lavoro, l’agenzia regionale per la gestione e la qualificazione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, e Porta Futuro, struttura di presidio territoriale per il coordinamento dei servizi di informazione, sensibilizzazione e attivazione per l’accesso agli interventi regionali.

Inoltre, entro 60 giorni dall’Intesa, le Parti si impegnano a definire un Patto per le competenze e le Nuove Competenze (art. 5 del Protocollo) tramite il quale intervenire per “assicurare al sistema produttivo e alle persona un’offerta formativa flessibile e tempestiva” e valorizzare le nuove competenze coerentemente al nuovo modello di sviluppo disegnato dal Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza.

 

All’art. 6 vengono definiti i reciproci impegni e le responsabilità di ciascuna delle Parti: da un lato la Regione si impegna a garantire il finanziamento e la successiva programmazione operativa degli interventi; dall’altra, le parti sociali si impegnano, nei diversi livelli di contrattazione, a promuovere formule negoziali anche innovative, atte a favorire l’occupabilità delle persone e l’occupazione, facendo particolare riferimento al ricambio generazionale e all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Viene, inoltre, prevista un’attività di monitoraggio e verifica quadrimestrale per valutare l’impatto delle azioni realizzate dalle Parti.

 

Il Protocollo di Intesa, entrato in vigore il giorno stesso della sottoscrizione, ha una durata di due anni e può essere rinnovato su espressa volontà delle parti, entro i trenta giorni antecedenti la scadenza.

 

Giorgio Impellizzieri

Scuola di dottorato in Apprendimento e innovazione nei contesti sociali e di lavoro

ADAPT, Università degli Studi di Siena

@giorgioimpe

 

Silvia Rigano

Scuola di dottorato in apprendimento e innovazione nei contesti sociali e di lavoro

ADAPT, Università degli Studi di Siena

@Silviarigano

 

Andrea Zoppo

Scuola di dottorato in Apprendimento e innovazione nei contesti sociali e di lavoro

ADAPT, Università degli Studi di Siena

@AndreaZoppo

 




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